La privatizzazione della Fiera del Levante di Bari

La Fiera del Levante va verso la privatizzazione e, soprattutto, verso una cordata formata da Fiere di Bologna, Fiere di Ferrara, Camera di Commercio di Bari e Sogescos.

In termini più colloquiali, più che di privatizzazione, si parla un cambio di gestione di spazi, con un totale di novantamila metri quadri su duecentotrentamila, che lasciano la proprietà dell’Ente Fiera del Levante, proprio per salvare la suddetta fiera, amato simbolo della città di Bari.

Praticamente, gli eventi a capo della Fiera del Levante saranno dati in concessione agli acquirenti precedentemente descritti: l’affidamento sarebbe su base sessantennale, garantendo l’organizzazione di sessant’anni di eventi e manifestazioni fieristiche pro territorio.

L’accordo prevederebbe la corresponsione di un canone di concessione di 100mila euro come quota fissa, cui andrebbe ad aggiungersi una quota variabile da conteggiare su base percentuale in funzione degli utili (20 per cento) o del fatturato (2 per cento), oltre ai soldi che si dovranno spendere in merito a manutenzione, ristrutturazione di alcune aree ed il pagamento del personale riassorbito.

In attesa di passare alla stipula del contratto e validare il piano esecutivo (un percorso che dovrebbe concludersi entro ottobre), la 79esima edizione della Campionaria sarà ancora organizzata dall’ente originario.

Bari Fiera del Levante privatizzazione