Le fiere bresciane e la petizione di Confesercenti

Le fiere e sagre paesane sono una delle manifestazioni più vere e più radicate nella storia delle nostre comunità.

Ma negli ultimi anni hanno avuto un incredibile sviluppo, tanto da divenire sempre più numerose: dalle fiere storiche alle sagre paesane, dalle fiere laiche a quelle cattoliche, dalle kermesse sportive alle fiere delle associazioni di volontariato, per finire anche con le sagre degli alpini.

Una proliferazione che è dovuta essenzialmente ad un fatto: le fiere, oltre essere un momento di condivisione delle comunità, rappresentano una fonte di finanziamento importante ed irrinunciabile per le piccole associazioni sportive di volontariato. Un finanziamento tanto più necessario in un momento di crisi in cui gli interventi economici del settore pubblico latitano.

Ma c’è un rovescio della medaglia: senza una regolamentazione per rispettare le norme fiscali, igienico-sanitarie, di sicurezza, di amministrazione del personale e delle imprese, le fiere si contrappongono socialmente ed economicamente al sistema di bar e ristoranti del territorio.

Le associazioni dei commercianti (come la Confesercenti) ritengono che queste fiere, alla fine, per tipologia ed espansione si configurino come una specie di concorrenza sleale con i negozi e la ristorazione, che, invece, devono sottostare al sistema legale e fiscale.

In Lombardia, la Confesercenti ha lanciato una petizione che impegni la Giunta Regionale a presentare, in tempi rapidi, un progetto di legge per introdurre l’obbligo di adottare regolamenti comunali per le fiere, ossia un regolamento che limiti il numero, la frequenza e la durata delle manifestazioni in questione.

Per avere un’idea del fenomeno, nella sola provincia di Brescia, nel periodo giugno-settembre, si tengono 3.600 eventi, tra fiere, feste popolari, sagre etc., con un giro d’affari attorno ai 100 milioni di euro.

Quest’ultimi erodono il 20 per cento del fatturato annuo e l’80 per cento del guadagno, in termini di mancati incassi per ristoratori ed esercenti.

Confesercenti petizione fiere bresciane