I Problemi tra la Fiera di Arezzo e di Vicenza Informarezzo mette il dito nella piaga

Un articolo di Alessandro Ruzzi di Informarezzo che mette in rilievo i rapporti non proprio idillici tra Arezzo e Vicenza per le fiere del comparto oro. Ma che soprattutto prevede un futuro poco roseo per Arezzo :

Il presidente di ArezzoFiereCongressi, Andrea Boldi, si è molto speso per ricucire lo strappo con FieraVicenza che riguarda la principale manifestazione (anche in termini economici) del centro fiere aretino, quella orafa calendarizzata a primavera. Agli operatori orafi è noto che il calendario mondiale lasciava il gennaio a Vicenza, a maggio via a Las Vegas, a settembre tutti ad HongKong. Che regalone ci hanno fatto. Certo utile per riempire una tantum i padiglioni, ma in cambio di cosa?
Mezzaverità: lo stiamo vedendo, una marginalizzazione della fiera degli aretini.
Ad Arezzo ci si chiude in difesa, sperando nella bontà di Marzotto e Facco, presidente e direttore di FieraVicenza. Il primo non lo conosco, certo porta un cognome che ad Arezzo ha preso più di quanto abbia lasciato. Il secondo lo conosco per dire che sa far bene il suo: niente sconti.
Verità: ricucire per quanto andasse bene ai vicentini, non è una vittoria per il comparto orafo aretino; le necessità della fiera aretina non coincidono con quelle degli espositori aretini spolpati a Vicenza da contratti vincolanti e altissime spese di impianto. Se prima poteva esserci identità fra CentroFiere (CAC) e CameraCommercio+associazioni quali rappresentanti delle aziende orafe aretine, ora non più. Ognun per sé. Quando aumenteranno i prezzi aretini?
Mentre a Vicenza, l’ente fiera gioca per i veneti grazie agli utili che macina.
Verità: il boccino fieristico italiano del settore lo hanno da sempre a Vicenza. Ad Arezzo osso e scarti, e pedalare (sorridendo). E non è il caso che Andrea si spertichi in lodi sulla superba organizzazione vicentina. Hanno pagato, pagano e pagheranno gli aretini più di altri.
Il polo aretino ha ora l’esclusiva sulla fiera orafa primaverile in Italia, accoglie espositori orfani causa l’annullamento di VicenzaOro primaverile, ma tace circa le forche caudine degli aretini a Vicenza. Anzi veicola le iniziative vicentine a Dubai ed altrove, rinunciando ad una esternalizzazione del suo marchio a differenza di altri poli. Un unico player, Vicenza.
Loro esternalizzano il marchio all’estero e provano ad inventarsi una fiera italiana a Dubai. Non mi sembra abbiano fatto scintille in passato: Dubai è un porto, non una destinazione finale, una azienda italiana deve avere un partner locale per veicolare i prodotti in zone dove occorrono contatti, piste da cammello e spregiudicatezza per incassare. Chi non ha già un appoggio è fuori. Vero è che in Italia molti operatori musulmani non entrano con facilità, a loro occorre il visto preventivo, taluni passaporti sono guardati con sospetto; a Dubai vanno facile e con piacere, ma occorre un intermediario, quindi andare ad esporre è metà dell’opera (anzi meno).
Reticenza: invece dei siparietti a favore di tv locali, sarebbe bene ricordarlo. Imbonitori.
Il tutto perché ArezzoFiereCongressi non ha risolto i suoi problemi, anzi. La camera di commercio, mano santa sinora, ha le sue grane belle e grosse, anche se non se ne parla: il matrimonio con Siena in primis, solitudine istituzionale, riduzione del budget promozionale, debolezza delle categorie etc etc. Rivolgersi altrove, please. Il Comune che bussa per soldi invece di dare, la Regione che sbotta (dapprima Rossi, poi l’assessore), un equilibrio economico inesistente, nessuna azione di ristrutturazione, nessuna nuova iniziativa in proprio. Cento volte meglio Boldi che il precedente direttore, Andrea lavora gratis, però son passati 18 mesi senza guizzi. Farsi imporre divisione fra immobiliare e fieristica (ritorno al passato) con i libri così, non è ghiotto; e non risolve.
Perché chiunque gestisse le fiere non ha interesse primario a fare da volano al manifatturiero locale.
E certo non salverebbe la massa di dipendenti, consulenti, fornitori e appaltatori che affollano AFC.
Figurarsi, in prospettiva, potrebbe essere Fiera Vicenza (o simili) a curare il fieristico aretino.
Ma forse è meglio non dirlo.
E’ dolce sognare e lasciarsi cullare nell’incanto della notte.
Da Lilly ed il vagabondo, Walt Disney ….