Il Museo Egizio di Torino 2.0 e l’accattivante restyling moderno

Un look tutto nuovo per il Museo Egizio di Torino: il suo restyling ha ribadito ed innovato la sua ottocentesca natura antiquaria in un versatile polo prettamente archeologico.

In un percorso che narra gli oggetti e la loro storia, ricostruendone il contesto e valorizzando l’arte della ricerca, il Museo Egizio di Torino 2.0 è stato al centro di una panoramica di rivisitazione a tutto tondo.

Infatti, sono stati necessari ben tre anni e mezzo di lavori (contemporanei alla sua attrazione turistica ed istruttiva mai chiusa) e 50 milioni di euro di investimento, per arrivare al suo nuovo e definitivo design, inaugurato il 31 marzo scorso.

La sua superficie espositiva è quasi raddoppiata, passando da 6.400 a 10mila mq, in quanto si è annessa l’ex Galleria Sabauda; allo stesso modo, si è pensato ad un’unica sala per i 44 papiri ivi presenti.

Le pesanti teche precendenti, ancora, sono state sostituite da limpidi cristalli, per permettere una contemplazione superiore dell’intera esposizione di manufatti ed oggettistica di rilevanza storica.

Poi, l’osservazione di statue, sarcofagi e reperti viene facilitata a 360 gradi, grazie all’impiego di apposite vetrine, a cui è possibile girarvi attorno, ammirandone quasi una visione tridimensionale.

Infine, alla restaurazione completa degli allestimenti esposti, sono stati aggiunti concetti di comfort moderno dall’espressione molto allegorica: è il caso del complesso sistema di scale mobili (che collega i quattro piani del museo) ad opera di Dante Ferretti, lo scenografo Premio Oscar, il quale le ha intese come l’intricata risalita lungo il Nilo.

Il Museo Egizio di Torino 2.0 si conferma un’opera architettonica accattivante non solo dal punto di vista storico-archeologico, ma, ora, anche da quello stilistico, con un design moderno e tecnologico esclusivo.